Si scrive IoT, si legge futuro. Questo acronimo sta conoscendo una nuova primavera. Per esteso è Internet of Things, ovvero Internet delle cose. Il termine indica il dialogo intelligente tra applicazioni e oggetti: secondo Accenture da oggi al 2020 varrà circa 14 trilioni di dollari nell’economia globale e si svilupperà soprattutto nei campi di mobilità, salute, domotica, food e sostenibilità ambientale.
Le api Hi-Tech

Dalle montagne del Nord Italia alla costa adriatica

La serra intelligente
Nasce a Roma una rete di imprese che sta scalando l’interesse di mezzo mondo: si tratta di Fonderie Digitali (3) e a metterla in piedi sono stati quattro imprenditori hi-tech tra i 35 e i 40 anni. «Siamo nati dopo la Maker Faire di Roma del 2014. La rete è composta da 16 aziende e altre 24 lavorano già con noi in attesa di entrare. La rete permette alle varie realtà di rimanere autonome, ma di partecipare a commesse più vaste e di scalare su progetti internazionali» racconta Pietro Gabriele, cofondatore insieme a Filippo Moroni, Vittorio Arenella e Francesca Lucà. La creatura di cui vanno orgogliosi è Ortotica, di fatto una serra intelligente. «Si tratta di un sistema di sensoristica che effettua un controllo reale di tutti gli apparati».
