«Sono partito con 5000 euro, dall’idea di raccontare le icone degli anni Novanta e tutti i game changer, quelle personalità dei settori impresa, sport e cinema che hanno cambiato radicalmente il mondo». Così Pasquale D’Avino, 28 anni, di Sant’Anastasia (Napoli), ha creato il marchio Throwback. E ha messo i miti moderni, come Steve Jobs, Enzo Ferrari, Stan Lee, sulle T-shirt che oggi vende in centinaia di negozi in Italia e all’estero, dalla Rinascente ai grandi magazzini britannici Selfridges. E poi in Australia, Emirati Arabi, Cina, Russia, Israele, Olanda e altri Paesi europei. La sua azienda è arrivata a fatturare due milioni di euro. Le sue T-shirt piacciono alle celebrities, dall’ex calciatore Thierry Henry al campione Nba Marco Belinelli. E lo scorso febbraio Throwback ha chiuso un accordo con Eon Productions, la società che detiene i diritti di James Bond.
Da Sant’Anastasia alla conquista del mondo

Le relazioni sono indispensabili per il business, dice Pasquale: «Mio nonno, che ha fondato l’azienda di famiglia, mi diceva sempre: “Fatti amici in tempi di pace che potranno servirti in tempi di guerra”».
Così entra in scena un altro vecchio contatto di Pasquale, il Ceo della società londinese AMC International Limited, che investe 200mila euro e chiude un accordo di distribuzione in esclusiva. «Per lui avevo già svolto alcune attività da consulente. Ci incontriamo a Londra, gli chiedo un supporto per ampliare la distribuzione in Cina e UK. Si innamora del mio entusiasmo e dell’idea, e mi fa una controproposta: “Se partecipassi al business fondando una società madre col quale gestire l’intero mercato estero?”». Dopo 8 mesi nasce la Greatness Brands Ltd.
Le T-shirt a tema 007

Ma le icone sulle T-shirt di Throwback sono tante: il creatore di fumetti Stan Lee, il giocatore di basket Kobe Bryant, Ferruccio Lamborghini e la leggendaria lite con Enzo Ferrari, la storia di FedEX con Chuck Noland interpretato da Tom Hanks nel film Cast Away, e molti altri.
Il consiglio di Pasquale a chi sogna di creare un impresa? «Coltiva sempre le relazioni, sviluppa una visione chiara del tuo business, parti con un team. Questo è stato uno dei miei errori: iniziare da solo e poi costruire la squadra. Oggi ho un team di sei persone».